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Ricerca indipendente su sovranità ibrida e regolamentazione delle tecnologie di frontiera in contesti di sicurezza nazionale.

Il programma di ricerca del Managing Partner si colloca all’intersezione di diritto regolamentare comparato, infrastruttura tecnologica e dottrina operativa degli strumenti strategici di stato.

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Tesi di Lavoro

Titolo di lavoro

Sovranità Ibrida

La dottrina italiana del Golden Power e la regolamentazione delle tecnologie di frontiera in contesti di sicurezza nazionale.

Autore
Giovanni Costantini
Advisor
Prof. Salvatore Fava
Status
Working draft
Atteso
2026
Imprint
Mirafiore Editore (Private Imprint)

Abstract

La dottrina italiana del Golden Power — codificata nel Decreto-Legge 21/2012 e sostanzialmente emendata fino al 2022 — è tra gli strumenti di controllo strategico statale più consequenziali nel panorama regolamentare europeo. La sua portata si è espansa dai settori tradizionali di difesa, energia e telecomunicazioni a includere infrastruttura cloud, manifattura semiconduttori, biotecnologia, e i sistemi AI ad alto rischio affrontati dal Regolamento (UE) 2024/1689.

Sovranità Ibrida argomenta che la dottrina operativa del Golden Power non ha tenuto il passo con le architetture che è ora chiamato a governare. Lo strumento è stato disegnato per controllo transazionale — veto, prescrizione, dismissione — su asset localizzati entro confini nazionali. Le infrastrutture che deve ora affrontare sono extraterritoriali per costruzione: arrangement sovereign-cloud, modelli di fondazione open-weights, supply chain che attraversano simultaneamente molteplici giurisdizioni, e substrato computazionale la cui sede effettiva può muoversi con un singolo cambio di configurazione.

La tesi sviluppa un framework per quella che chiama sovranità ibrida: una dottrina di controllo strategico che opera simultaneamente attraverso strumenti tradizionali (regimi di notifica, poteri speciali, diritti di audit) e attraverso intervento architetturale (requisiti di data-residency, custodia di chiavi crittografiche, trasparenza obbligatoria di pesi e dati di training, e design istituzionale della trasparenza regolata).

Il lavoro è comparato in scope — attingendo dal regime CFIUS degli Stati Uniti, dal NSIA del Regno Unito, dall’AWV tedesco, e dal regime francese degli «Investissements Étrangers en France» — ma italiano nel suo soggetto primario. Il suo scopo non è advocacy ma operativo: fornire un framework usabile per counsel istituzionale e designer di policy che operano al margine del panorama regolamentare contemporaneo.

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Linee di Ricerca Adiacenti

Linee di lavoro che corrono al fianco della tesi principale. Alcune si risolveranno in paper standalone; altre in capitoli di Sovranità Ibrida.

L·01

Conflitto Regolamentare Cross-giurisdizionale

Le collisioni strutturali tra regimi UE, USA e APAC quando applicate a infrastruttura platform-scale.

  • Deroghe Articolo 49 GDPR vs disclosure forzata sotto CLOUD Act
  • Allegato III AI Act UE vs guidance settoriale AI USA
  • Schrems II e architettura dei trasferimenti dati
  • Obblighi supply-chain NIS2 vs export control extraterritoriali

L·02

Fondi Tecnologici Sovrani — Dottrina Operativa

Studio comparato di veicoli di investimento tecnologico statali e del design istituzionale che distingue allocazione di capitale da regulatory capture.

  • Cassa Depositi e Prestiti, Italia
  • Bpifrance e il programma sovereign equity francese
  • Mubadala, Temasek, GIC — modello sovereign capital APAC
  • Zukunftsfonds tedesco e European Tech Champions Initiative

L·03

Risposta Istituzionale a Infrastruttura Platform-Scale

Come le istituzioni nazionali si adattano — o falliscono ad adattarsi — a infrastruttura operata a scala che eccede l’unità tradizionale di analisi regolamentare.

  • Regime gatekeeper DMA e separazione strutturale
  • Design istituzionale della trasparenza regolata sotto DSA
  • Review di sicurezza nazionale di arrangement cloud cross-border
  • Governance dei foundation model sotto AI Act e GPAI Code of Practice

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Pubblicazione & Distribuzione

Sovranità Ibrida sarà pubblicato sotto Mirafiore Editore, l’imprint privato della holding, nel 2026. La prima edizione sarà un hardcover numerato con distribuzione istituzionale limitata; edizioni trade paperback e PDF embargato seguiranno su un calendario da definire.

Working paper e commento strutturato sulle linee di ricerca adiacenti possono essere distribuiti prima sotto circolazione limitata ai clienti d’ingaggio e partner istituzionali. Tale distribuzione è regolata da NDA bilaterale.

Partner istituzionali con fact-pattern rilevanti — ministeri, organi sovrani-adiacenti, autorità regolamentari, centri di ricerca — possono approcciare la holding per lavoro commissionato sulle linee adiacenti. Tutti tali ingaggi procedono per brief scritto.

Ricerca commissionata per brief.

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