Case studies · Capital & Performance
Case study · Capital & Performance 2025 Mandato semestrale

Brand di abbigliamento inclusivo — sistema di canale per live commerce

Un brand italiano emergente di abbigliamento curvy, una community costruita attraverso le dirette TikTok — canale ad alta intensità emotiva e bassa intensità infrastrutturale — e l’esigenza di trasformare un sistema artigianale di vendita in piedi in un sistema operativo replicabile.

Settore
Abbigliamento · segmento curvy · live commerce
Geografia
Italia, distribuzione nazionale
Tipologia mandato
Semestrale · 2025
Practice coinvolta
Capital & Performance

Il contesto

Il brand è uno di quei casi italiani che racconta bene il cambio di paradigma del retail di moda dell’ultimo triennio: una founder con una community fedele costruita attraverso le dirette TikTok, capace di vendere decine di pezzi in un singolo live di sessanta minuti, ma con un’infrastruttura di canale dietro che assomigliava più a una bancarella sofisticata che a un’azienda di e-commerce.

I problemi erano cumulati. Il sito esisteva ma era datato e poco coerente con l’estetica della founder. Le dirette TikTok generavano un volume di vendite significativo, ma la gestione post-diretta era caotica: ordini persi nei DM, pagamenti incassati con metodi multipli e non riconciliati, resi gestiti caso per caso, clienti acquisiti che spesso non tornavano. La fedeltà era nell’identità della founder, non nella macchina del brand — un asset prezioso ma fragile.

Sotto, una fila di fornitori esterni mal coordinati: un’agenzia per la grafica, un freelance per qualche campagna pubblicitaria sporadica, uno sviluppatore per piccoli interventi sul sito, una piattaforma e-commerce gestita semi-manualmente. La founder, oltre a essere la voce del brand e la testimonial principale, doveva fare da regista a tutti questi soggetti, con il costo di tempo che si può immaginare.

Il mandato

Il mandato semestrale aveva un obiettivo strutturale: trasformare un sistema di vendita artigianale ma efficace in un sistema operativo replicabile, capace di sostenere la crescita del brand senza che la founder dovesse continuare a essere il collo di bottiglia di ogni decisione operativa.

L’approccio

Quattro filoni di lavoro paralleli, condotti in sei mesi.

Filone uno — ricostruzione del sito. Riscrittura completa della piattaforma su uno stack coerente con il volume di traffico previsto, ottimizzazione del flusso checkout su mobile, integrazione con il sistema di pagamento e con il magazzino. Il sito non doveva più essere una vetrina passiva, ma il motore di conversione delle dirette TikTok.

Filone due — campagne pubblicitarie strutturate. Apertura di campagne ricorrenti su Meta e TikTok Ads, costruite per amplificare le dirette più performanti e portare nuova audience qualificata al brand. La logica delle campagne è stata pensata in simbiosi con il calendario delle dirette, non come canale parallelo isolato.

Filone tre — CRM e fidelizzazione. Costruzione di un sistema di customer relationship management integrato con il sito e con WhatsApp, con sequenze automatizzate post-acquisto, gestione dei resi senza attriti, e notifiche personalizzate per il lancio di nuove collezioni. Il cliente acquisito nelle dirette doveva poter tornare nei mesi successivi senza dipendere da una nuova diretta per essere riattivato.

Filone quattro — ottimizzazione delle dirette. Affiancamento operativo alle dirette TikTok: scaletta, gestione dei link in tempo reale, integrazione tra ciò che viene mostrato in diretta e le pagine prodotto attive sul sito, monitoraggio della conversione minuto per minuto per imparare cosa funziona meglio per quella community.

Il live commerce non è un’intuizione di canale. È un sistema operativo — e come ogni sistema operativo, funziona se l’infrastruttura sotto regge il momento di picco.

L’output

L’insegnamento generale. Il live commerce italiano emergente vive una contraddizione tipica: la founder ha costruito un asset reale di community, ma spesso senza l’infrastruttura per scalarlo senza bruciare sé stessa. Capital & Performance interviene su questa giuntura: lasciare alla founder la voce e l’identità, costruire intorno il sistema operativo che permette al brand di crescere senza dipendere quotidianamente dalla sua presenza personale.